Forum di discussione politica e attualitĂ
La primavera sanguinosa consumatasi in Tibet sembra ormai storia passata. In soli tre mesi tutto lo sdegno, le false promesse, i massacri sono caduti nel dimenticatoio generale.
Berlusconi si scaglia contro "la metastasi della democrazia" rappresentata a suo dire dai "giudici ideologizzati" all'assemblea annuale della Confesercenti, facendo tra l'altro presente alla platea che da quando è "sceso in campo" è costretto a passare ogni sabato mattina della sua vita insieme ai suoi legali onde preparare la difesa ai suoi processi.
Un tempismo perfetto.

Ci sta (anzi, è doveroso) che larga parte della destra italiana abbia fatto un "mea culpa" per gli errori atroci commessi in passato in occasione dell'emanazione delle leggi razziali e del sistematico invio di ebrei italiani nei campi di sterminio nazisti.
Che bello, ora ho un pretesto per svernare definitivamente all´estero..
Buon 25 Aprile a tutti.
Questo giorno ha un significato particolare per me. Non è solo una festa: è LA festa.
La fine della guerra, la fine dell’occupazione nazifascista, la nascita di una nuova speranza.
E per questo mi sento in dovere di ringraziare tutte quelle persone che hanno permesso all’Italia di essere liberata.
Ringrazio gli Alleati. Senza di loro di sicuro non ce l’avremmo fatta da soli, e li ringrazio al di là delle motivazioni che li hanno spinti a combattere sul nostro suolo. Non conta il fine, contano i risultati. E fino a prova contraria, i loro soldati sono morti anche per noi.
Ringrazio la popolazione civile, che ha dovuto sopportare gli orrori della guerra e le brutali rappresaglie squadriste, e alla fine è riuscita a rialzarsi in piedi.
E infine ringrazio la Resistenza.
Questo ringraziamento è assolutamente dovuto, soprattutto in questi ultimi tempi in cui i Valori che ci ha trasmesso e la sua importanza vengono messi in discussione.
Uomini e donne comuni, spesso molto giovani, decidono di non chinare la testa e di combattere i nazifascisti, pur essendo consci della loro inferiorità e impotenza in termini militari. Si rifugiano sui monti, tendono imboscate, compiono sabotaggi. Fanno, insomma, tutto quello che possono.
Rischiano ogni giorno la vita e si portano dietro il peso indiretto delle rappresaglie, pur sapendo che il loro apporto alla guerra da un punto di vista strategico è praticamente nullo, e che gli Alleati sono alle porte.
E allora perché combattono? Chi glielo fa fare? Perché non aspettano gli Alleati? In fondo si tratterebbe di rimanere inermi e passivi solo un altro po’.
Queste persone hanno preso in mano le armi proprio perché volevano far vedere al mondo che esisteva un’Italia diversa, che non si identificava con il nazifascismo, col suo passo dell’oca e il suo saluto romano. Queste persone non sopportavano di restare con le mani in mano senza reagire. Queste persone volevano per l’Italia e per i propri discendenti un futuro migliore di quello che avevano dovuto subire loro.
Per questo hanno combattuto. Per questo hanno versato il loro sangue.
Per l’Italia. Per noi.
E non erano solo “comunisti”, come molti sembrano pensare al giorno d’oggi. Pensiamo ad esempio al Partito d’Azione, o ai tanti sacerdoti che hanno collaborato coi partigiani. La Resistenza è stato in tutto e per tutto un movimento “trasversale”, che raccoglieva le anime più diverse, bastava essere antifascisti.
Mi da un gran fastidio vedere che le forze politiche che al giorno d’oggi celebrano la Resistenza siano solo quelle che si riconoscono nella sinistra. Della Resistenza hanno beneficiato anche quelle persone che se ne fregano, che ne sminuiscono la portata, che addirittura la rinnegano.
Lo dico senza vergogna e senza peli sulla lingua: io non vado molto fiero di essere italiano, o per lo meno non vado molto fiero del sistema-Italia nel suo complesso, e questo accade anche perché oggi si rinnegano valori che io ritengo fondanti della nostra Repubblica.
Mi fanno pena tutti quei ragazzetti di destra estrema che inneggiano al fascismo e accusano chi non la pensa come loro di non essere dei patrioti. Essere patrioti non è gridare “Italia agli Italiani” o cantare cori razzisti. Per quanto mi riguarda questo è non solo essere stupidi. E’ usare il patriottismo a proprio uso e consumo.
Io mi ritengo un patriota in quanto ho recepito il messaggio che la Resistenza ha voluto trasmettere, in quanto mi riconosco nei valori e nell’amore per il proprio Paese che i partigiani hanno espresso, e mi ritengo patriota in quanto antifascista sempre, comunque e incondizionatamente.
Per quanto riguarda tutto il resto, mi trovo perfettamente d’accordo con lo scrittore inglese Samuel Johnson: “il patriottismo è l’ultimo rifugio di una canaglia”.
Detto questo, ancora buon 25 Aprile a tutti, e per favore ricordatevi di chi ha dato la vita per voi e per un futuro migliore.
Lungo il sentiero dei nidi di ragno
passa la storia di un giovane uomo
passa la scelta di chi se n'è andato
sui monti per la Resistenza
Erano i mesi del dopo Settembre
quando il re fuggì sulla nave
furono anni di lutti e dolore
di coraggio e di patimenti
Quante sono le strade
che partono dai nidi di ragno
Qual' è stato il prezzo pagato
per chi ha scelto di andare e lottare?
Portami ancora là
dove il vento è pronto a soffiare
a trovare ogni passo perduto
lungo il sentiero dei nidi di ragno
Uomo contro uomo
il furore che cresce nel cuore
il mondo si divide e la guerra
non lascia parole
Italo sogna un futuro
dove non si dovrà più sparare
ma intanto seduto al bivacco
coi compagni pulisce il fucile
Quante sono le strade
che partono dai nidi di ragno
Qual' è stato il prezzo pagato
per chi ha scelto di andare e lottare?
portami ancora là
dove il vento è pronto a soffiare
a trovare ogni passo perduto
lungo il sentiero dei nidi di ragno
Lungo il sentiero dei nidi di ragno
nasce la storia di questo Paese
nasce dal fuoco della rivolta
e dal sogno di chi non si è arreso
In occasione della Festa della Liberazione, posto questa bella canzone dei Modena City Ramblers ispirata all’esperienza da partigiano del grande Italo Calvino.